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Il Miracolo: la “prima” da regista di Niccolò Ammaniti

Il debutto dietro la macchina da presa di uno degli scrittori italiani più amati e tradotti nel mondo. La serie in otto episodi in onda dall’8 maggio in esclusiva su Sky Atlantic.

Cosa accadrebbe alle nostre vite se ci trovassimo di fronte a un evento inspiegabile, ad un vero miracolo? L’Italia è sulla soglia del referendum che può portarla fuori dall’Europa. In otto giorni quattro personaggi si trovano a contatto con l’evento più grande della loro esistenza, un evento che avrebbe il potere di cambiare il mondo e che cambierà per sempre le loro vite: una statuetta di plastica della Madonna che piange sangue, ritrovata durante un’operazione di polizia. Al mistero non c’è risposta, ma la potenza di quell’enigma farà deragliare le vite di tutti quelli che entreranno in contatto con questo evento.

Serie originale Sky prodotta da Mario Gianani e Lorenzo Mieli per Wildside, in co-produzione con Arte France e Kwaï, Il Miracolo esordisce su Sky Atlantic HD martedì 8 maggio con i primi due episodi, dalle 21.15 (in simulcast anche su Sky Cinema Uno e disponibile su Sky On Demand). Per la prima volta, una produzione originale Sky sarà disponibile su Sky Q in 4K HDR. Inoltre, per i clienti extra di Sky da più di 3 anni, il primo episodio sarà disponibile in anteprima su Sky On Demand domenica 6 maggio.

La trama de “Il Miracolo”: un mistero senza risposta

Il giovane presidente del Consiglio Fabrizio Pietromarchi è un politico giusto, un progressista, ateo. È alle prese con il momento più delicato della sua carriera politica e sua moglie, l’esplosiva e indomabile Sole, minaccia di lasciarlo. Padre Marcello, prete di periferia, dopo anni e anni di devota fede e missioni in Africa, è preda di pulsioni incontenibili, il gioco d’azzardo, il sesso, la pornografia distruggono la sua anima. Cerca un segno di Dio per battere il demonio. Il generale Votta è un uomo solitario, custode della sicurezza, nemico di tutto ciò che può turbare l’ordine costituito, è afflitto da una fastidiosa forma di sinusite. L’ematologa Sandra cura da anni una madre ridotta ormai a un vegetale, a lei ha sacrificato ogni aspetto della sua vita, anche il suo amore per Amanda, per ridarle la vita è pronta a tutto. Sono loro i primi a venire a contatto con l’incredibile reperto rinvenuto nel covo del boss Molocco: una statuetta della Madonna che piange senza sosta sangue umano.

Una piscina dismessa dell’esercito è il luogo deputato a custodire un mistero che sembra non avere spiegazioni, un mistero che avrebbe il potere di destabilizzare il paese già in equilibrio precario. L’intelletto, la ragione di Stato, la fede o la scienza saranno le vie tentate per rispondere di un fenomeno incomprensibile. Più si cercano risposte, più le domande si moltiplicano. Chiunque di loro si addentrerà nel tentativo di comprendere, gestire o contrastare la Madonna finirà per scendere in un abisso di eventi che modificherà irreversibilmente la sua vita per lasciare intatta la potenza incomprensibile del miracolo.

I protagonisti della serie

Niccolò Ammaniti firma la sceneggiatura della serie con Francesca Manieri, Francesca Marciano e Stefano Bises e la regia con Francesco Munzi e Lucio Pellegrini. La serie, in otto episodi, verrà distribuita nel mondo da FremantleMedia International.

FABRIZIO (Guido Caprino)
Fabrizio Pietromarchi è il premier italiano, ha una quarantina d’anni e due figli: Alma e Carlo. È a capo di un partito di centro sinistra. Uomo laico e razionale, guida il Paese in un momento politico molto delicato. Mancano poche settimane al referendum per uscire dall’Europa indetto dai suoi avversari politici. Fabrizio si trova a fronteggiare il miracolo della statuetta piangente che metterà in crisi ogni sua certezza. La razionalità, stavolta, non lo aiuta e questo lo destabilizza. Una condizione psicologica che condivide solo con Marcello, un prete di periferia che l’ha aiutato anni prima ad affrontare una delicata situazione familiare.

SOLE (Elena Lietti)
Sole Pietromarchi è la moglie di Fabrizio Pietromarchi, il primo ministro italiano, ha una quarantina d’anni e due figli: Alma dieci anni e Carlo cinque. Sole proviene da una ricca famiglia milanese, da giovane ha fatto il pilota di Rally poi si è innamorata di Fabrizio, all’epoca politico emergente di un grande partito di centro sinistra, e si è ritrovata quasi senza volerlo a essere la first lady. Costretta a interpretare una parte che non le piace, accanto a un uomo che forse non ama più, si sente inadeguata anche come madre e si consola con il gin tonic.

GENERALE VOTTA (Sergio Albelli)
Il generale Votta è un uomo tutto d’un pezzo. Le sue priorità sono la sicurezza dell’Italia e la protezione dei suoi uomini. Ha una madre anziana che vive in un ospizio e che lui accudisce con dedizione. È un tipo solitario con una naturale tendenza alla depressione. Soffre di una forma cronica di sinusite che combatte con l’aerosol. Votta è un soldato, credente, ma non praticante. È un bravo investigatore e il contatto con la statua sanguinante lo porterà alla ricerca delle origini del miracolo. Nonostante parli poco è un uomo amichevole, alla ricerca di una spiritualità.

SANDRA (Alba Rohrwacher)
Sandra è una biologa romana di 37 anni, intelligente e ostinata nel camuffare la sua bellezza. Cocciuta e passionale, ama il suo lavoro e sta rintanata nel laboratorio che divide con un paio di ricercatori. È piena d’idee e per cercare le soluzioni sceglie sempre la via del paradosso. Sempre. Che la faccenda riguardi la scienza o la sua vita. Sandra è omosessuale, ha alle spalle una vita famigliare difficile e un’ex amante, Amanda, di cui è ancora innamorata. Vorrebbe avere un figlio, ma da anni tutte le sue energie sono destinate alla cura della madre, una donna che vive ormai in uno stato catatonico, una copia inerme della donna dura e fredda che ha fatto tanto soffrire la figlia.

MARCELLO (Tommaso Ragno)
Marcello è il parroco di una piccola chiesa di periferia, frequentata per lo più da extracomunitari. È quello che per semplificare viene definito un prete controcorrente, alcuni lo chiamano addirittura il “prete anarchico” e per un periodo, quando ha fatto il missionario in Africa, ha goduto di una certa notorietà. È romano, ha 50 anni. Le donne gli hanno sempre voluto bene, in particolare Clelia sua compagna di classe al liceo. Il suo vero grande amore, però, è sempre stato Dio. Conosce Fabrizio Pietromarchi per essere stato vicino al padre del premier durante una lunga malattia. Marcello però ha una doppia vita, è completamente dipendente dal gioco e dalle pulsioni sessuali, ha immotivati scatti d’ira e frequenta gente losca.

CLELIA (Lorenza Indovina)
Clelia è una donna sola e eccentrica, puntigliosa al limite dell’insopportabile, si guadagna da vivere traducendo i manuali degli elettrodomestici. Per diletto traduce poesia. È stata la prima e unica fidanzata di Marcello, per qualche mese ai tempi del liceo, e non l’ha mai più dimenticato, tanto da farne un’ossessione. È per questo che partecipa regolarmente alle riunioni di beneficenza che la madre di Marcello tiene a casa sua. Clelia è disposta a fare e sopportare tutto pur di aiutare Marcello, sul quale riversa tutto il suo amore, ma anche la sua frustrazione. Ha un grande segreto che riguarda proprio il sacerdote, ma di cui lui non è a conoscenza.

Note di Niccolò Ammaniti

“Ho un solo obbligo quando scrivo una storia, sollecitare i miei lettori a completare con la loro immaginazione quello che tratteggio. Racconto, per esempio, di una casa e ne abbozzo i contorni, i dettagli fondamentali che la distinguono dalle altre, l’oscurità che regna sotto le scale di giorno, l’odore dell’intonaco umido, il muschio sulle tegole di cotto, il rumore dei passi sulle mattonelle sconnesse, o la pittura screpolata sulle persiane”.

“Di un volto accenno gli occhi che non si fermano mai, lo spazio tra gli incisivi che sbuca da un sorriso. Il resto lo affido alla memoria e alla fantasia di chi legge. La magia della letteratura è in questo scambio, nel buio che lo scrittore regala al lettore perché possa illuminarlo a suo piacere. Il cinema non funziona così. Allo spettatore, seduto sulla sua poltrona, va consegnato tutto il pacchetto. Le luci, i luoghi con gli oggetti che li abitano, i volti incarnati dagli attori, i vestiti, le movenze dei personaggi, addirittura la musica che sottolinea un bacio di addio. L’azione non può essere descritta attraverso uno sguardo, un’inquadratura non è sufficiente, deve essere scomposta, sezionata in decine di sguardi, di punti di vista e movimenti che, ricomposti dal montaggio, formano la scena”.

“Questa è stata la prima lezione che ho dovuto imparare approcciandomi alla realizzazione de Il Miracolo. Sono un uomo fortunato. Ho avuto il valido aiuto di due bravi compagni, i registi Francesco Munzi e Lucio Pellegrini. Insieme abbiamo tentato, per raccontare questa serie, di prediligere una visione oggettiva, lo sguardo furtivo di uno spettatore invisibile che, per caso, sia finito poco lontano dal centro dell’azione e che cerchi di spiare quello che gli si para davanti, fosse il miracolo di una statuetta della Vergine che lacrima sangue o i giochi perversi di due bambini. Abbiamo semplicemente seguito l’evolversi degli eventi, spesso precipitosi, con un passo un poco più lento delle figure che lo
animano”.

La sceneggiatura de Il Miracolo

Cosa accadrebbe se un giorno una statuetta di plastica della Madonna piangesse ininterrottamente sangue umano? Tale da riempire barili. E se questa statuetta viene a sconvolgere la vita di un giovane presidente del Consiglio proprio quando questo sta attraversando i giorni più difficili della sua vita? Manca solo una settimana al voto di un referendum che con molte probabilità lo affonderà e chiuderà la sua carriera politica. La storia si svolge nel corso di questi sette giorni e carambola su una serie di personaggi che orbitano intorno a questo fatto inspiegabile.

La Madonna si presenta come un miracolo, qualcosa cioè che viola le ordinarie leggi dell’universo, ma il suo impatto è lo stesso dell’alieno sbarcato da un’astronave, o della bottiglia di Coca Cola che atterra tra gli aborigeni. Rappresenta l’incomprensibile, l’inaccettabile che ribalta in un colpo solo ciò che fino a un momento prima era la realtà, senza tuttavia produrre un effetto di senso immediato o visibile. Questa Madonna piangente dunque porterà caos, panico o la salvezza? E a chi farà più gioco usarla come
pedina nelle sfere del potere? Sarà più opportuno rivelarla o nasconderla? Queste domande concrete hanno guidato le scelte drammaturgiche scaturite dall’idea di Niccolò Ammaniti. Domande che ne sottendevano altre più vaste ed inquietanti. Quale è l’atteggiamento che ognuno di noi assumerebbe davanti a ciò che non è spiegabile? Come ci relazioniamo noi, occidentali, oggi con tutto ciò che eccede la nostra comprensione, ciò che sfugge a ogni spiegazione scientifica? Un caleidoscopio di reazioni. Quale è il limite della fede nella scienza e quale il limite della fede in Dio?

Ogni domanda anziché raggiungere una risposta ne dischiudeva nelle nostre mani un’altra ed un’altra ancora. Così come noi, i personaggi de Il Miracolo oscillano, temono, invocano un senso che questo banale miracolo non sembra rivelare. Il senso non è mai un fatto positivo, ma mera ricerca, cammino, percorso fatto di tentativi di comprensione e salti nell’abisso che ognuno dei nostri personaggi ha dovuto attraversare. Poiché il miracolo è un’eccedenza incomprensibile, così la storia è diventata eccedente. Una storia apre una storia che apre un’altra storia. Una serie di rimandi, di scatole cinesi raccontano le tortuose vie di questa affannosa ricerca. Da dove viene questa statuetta? Cosa nasconde il suo pianto? Cosa può fare questo sangue? A chi appartiene? Nessuna risposta, ma una sola certezza.

La piccola statua di plastica prodotta in serie, dunque identica a migliaia di altre, ha un potenziale sovversivo enorme, sia sul piano politico, che su quello religioso e una portata deflagrante sulla psiche di chi verrà con essa a contatto. Per alcuni si aprono crepe, dubbi, cadono le certezze, per altri invece si annunciano rivelazioni, la fede si rafforza per poi crollare di nuovo. Abbiamo scelto di mescolare i toni del realismo con il soprannaturale, del drammatico con il grottesco, perché questo grande racconto possa riflettere tutte le sfumature di un grande affresco che non ha paura di attraversare il mistero, questionare la fede e porsi le domande fatali sulla vita e la morte.

Questa storia non poteva che avvenire nella città eterna, una Roma tanto concreta da apparire tuttavia sull’orlo di un’impalpabile apocalisse, città popolata da creature sole e travagliate che lottano alla ricerca del bene, proprio o altrui. Consapevolmente abbiamo voluto scegliere uno stile narrativo che non appartiene ad un genere specifico. Questa è un’altra delle tante sfide del miracolo. Perché forse, come il tema impone, il merito de Il Miracolo è proprio quello di non assomigliare a nulla che lo abbia fin qui preceduto.

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Casa di produzione cinematografica fondata a Roma nel 2009, Wildside ha prodotto film d’autore - con Bernardo Bertolucci, Marco Bellocchio, Saverio Costanzo - e serie TV, come l’acclamato “The Young Pope”, il debutto televisivo del regista premio Oscar Paolo Sorrentino con protagonista Jude Law. Wildside è parte di Fremantle, tra i più grandi creatori, produttori e distributori di prodotti televisivi al mondo.

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